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Balbettare

A parlare è Giuseppe Coppola, secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità la balbuzie è “Un disordine nel quale il paziente sa con precisione ciò che vuole dire, ma nello stesso tempo non è in grado di dirlo a causa di involontari arresti, ripetizione e/o prolungamenti di suono”.Sono anni che sento questa definizione, probabilmente è la più completa, però… secondo me manca qualcosa. Quello che non è mai stato preso in considerazione è l'aspetto più intimo, le sensazioni di un balbuziente nel momento in cui sente che quelle P, C, D, M (e chi più ne ha più ne metta) non vogliono proprio uscire. È stato proprio analizzare quel momento nel quale si prova a cambiare parola o ad inserire un intercalare per poter superare il blocco, che mi ha fatto capire perchè tutti coloro che avevano provato a curarmi non erano riusciti nel loro intento.

Carlo

Città: Foggia – Età: 24

Vi racconto quella che è stata la mia esperienza nel fare questo “percorso” non lo si può definire banalmente un corso (troppo riduttivo).

Ho cominciato a balbettare in quarta elementare o almeno è li che me ne sono accorto… la mia “carriera” di balbuziente è simile a quella di tutte le altre testimonianze, fatta di blocchi, di uso di sinonimi e giri di parole e di espedienti per evitare situazioni ad alto rischio balbettata che ti fanno risultare agli occhi degli altri una persona timida,introversa e riflessiva. Facevo parte di quelli che si considerano poco balbuzienti,senza sapere che sono solo quelli che riescono a mascherarlo di più e che sotto alcuni aspetti vivono peggio dei balbuzienti “dichiarati”.

Fino a qualche tempo fa sono sempre riuscito a cavarmela reagendo bene anche a qualche sconfitta che la balbuzie mi procurava, ma nell’ultimo periodo universitario ogni blocco cominciava a farmi sempre più male non mi andava più di fingere a me stesso. Stavo entrando in una fase della vita (TESI…LAVORO…) in cui mi dovevo svelare per quello che ero:un balbuziente! Non potevo più far finta di niente e soprattutto sinonimi e giri di parole che erano stati la mia salvezza in livelli d’ansia bassa (discorsi con amici….) sarebbero stati la mia condanna a livelli d’ansia maggiore(letture in pubblico.. convegni di lavoro…). Una sera rientrando a casa ho visto Peppe al Maurizio Costanzo Show che parlava di un corso per smettere di balbettare,avevo capito che si trattava di qualcosa di “non convenzionale” soprattutto perchè era un ex balbuziente a tenere i corsi! E’ stato questo che mi ha spinto a tentare, perchè l’esperienza di corsi “convenzionali” l’avevo già provata ma con esito negativo! Ho chiamato al numero preso dal sito internet e dopo un mese ho iniziato il corso a Bari, ero tesissimo perchè era la mia ultima possibilità di uscirne una volta per tutte.

I primi giorni del corso sono stranissimi perchè si parla una lingua che non è applicabile all’esterno ma che serve tantissimo per la buona riuscita del corso. La cosa più interessante per me non è stata la didattica del corso ma l’esser messo di fronte a tutti i complessi che i balbuzienti hanno e che ho scoperto di avere dal primo all’ultimo! Alla fine del corso ho capito quanto possano farti male ventiquattro anni di balbuzie:effettivamente applicando le regole non avevo blocchi ma avevo paura;paura di dover affrontare la vita senza più alibi,di esser messo di fronte a situazioni che ho cercato sempre di evitare; purtroppo (o per fortuna) Flaviano e Peppe non possono (o giustamente non vogliono) toglierti la paura e i tutti i timori che anni di balbuzie ti hanno creato, quelli devi andarli ad affrontare da solo perchè solo così si ha la sicurezza di esserne usciti del tutto!alla fine dei quindici giorni di corso ero scettico, ho cominciato a farmi prendere da mille dubbi. Flaviano (gran bravo ragazzo) cercava in tutti i modi di farmi superare questi timori e di farmi capire applicando le regole in poco tempo la mia ritmica di frase sarebbe stata perfetta ma io con la testardaggine che mi ritrovo non riuscivo a dargli ascolto.

Finiti i giorni di corso torno all’università e dopo venti giorni avevo un bel test per mettere alla prova il nuovo linguaggio: si trattava di esporre una tesina, parlando su delle diapositive! Era la prima volta che provavo la tecnica a livelli d’ansia relativamente alti,risultato: assenza di blocchi e un bel trenta sul libretto! Per la prima volta ero riuscito a dire quello che dovevo dire senza cambiare nessuna parola; un balbuziente che prende trenta in un’esposizione orale è quasi un miracolo!!!! non so cosa mi riserverà il futuro ma ho visto che il corso funziona veramente anche nelle situazioni a rischio.

Chiunque voglia contattarmi sarò felice di rispondere e difficilmente chiuderò per primo la chiamata…..
ciao CARLO.

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