Se vuoi riuscire a non balbettare, devi riuscire a pensare non balbettando.
Non è un gioco di parole. E' la verita che ho scoperto nel momento in cui
ho capito che riuscivo a non balbettare perchè la mia attenzione seguiva le
regole che mi ero dato : seguire il ritmo del metronomo e pronunciare a ogni battito una vocale,
con apertura di labbra prestabilita. La concentrazione impediva la possibilità di
poter vedere il blocco, che solo se è individuato esiste. Se non avevo il tempo
di poterlo vedere, perché la mia attenzione era concentrata - 1) su ciò che dovevo dire;
2) a seguire il ritmo del metronomo, una vocale ogni battito; 3) ad aprire la bocca
in un determinato modo -, il blocco non esisteva. Non balbettavo.
All'esame, per la prima volta sono riuscito a esprimere ciò che pensavo,
senza dover cercare sinonimi o intercalare "cioè", per evitare una "pi", o una "gi",
o qualche altra consonante, che m'avrebbe bloccato il pensiero e la parola.
Finito l'esame, ho provato una sensazione di leggerezza-pienezza che mai avevo provato.
In più, il professore mi ha chiesto se potevo insegnare questa tecnica per non balbettare
al figlio balbuziente di un suo amico. Da quel momento, ho cominciato a ordinare quanto
avevo scoperto e sperimentato su di me.
Una sera ho visto in TV, al "Costanzo Show", un ingegnere che aveva inventato
un marchingegno che permetteva ai ciechi di giocare a calcio. Ho pensato che
l'ingegnere avrebbe potuto costruire qualcosa che sostituisse il metronomo - ingombrante,
per strada poi! -, qualcosa di piccolo, magari da applicare all'orecchio.
Ho scritto alla redazione del "Costanzo Show", spiegando chi ero e qual'era la mia storia.
Mi hanno telefonato e invitato a una trasmissione, per raccontare la mia storia.
Dopo la trasmissione - sono stato poi invitato altre volte - la redazione del "Costanzo" ha
ricevuto moltissime lettere di persone che chiedevano se fossi disposto a insegnare a
balbuzienti il modo per non balbettare.
Le richieste sono state così tante che ho deciso di provare a insegnare.
Dovevo comunque ancora appurare se il mio modo era giusto anche per altri.
L'ho appurato a Milano, era il marzo del 1992. Ho iniziato a insegnare facendo
utilizzare il metronomo semplicemente. Da ritmi più lenti, fino a ritmi sempre
più vicini a quelli delle persone che non balbettano.
A fine corso tutti i miei primi studenti parlavano senza balbettare.
Da quel momento due sono state le tappe che mi hanno portato ad affinare i metodi e le strategie d'insegnamento.
Dopo circa un anno e mezzo, ho messo da parte il metronomo, per passare a "aperture di bocca al massimo".
Il criterio era lo stesso: invece di seguire un tempo, seguivo la prossima apertura di bocca al massimo.
Era un passo importante. Eliminare un oggetto - il metronomo.
Il corso durava due settimane. Durante la prima insegnavo a parlare con apertura di
bocca al massimo. Durante la seconda infondevo in loro il coraggio per farlo! Sono passati così altri anni.
Quattro anni fa, la svolta. Riuscire a copiare chi non balbetta.
Ho studiato con attenzione le differenze che esistono fra il modo di pensare e di esprimersi,
di chi balbetta e di chi non balbetta.
Ho cercato, e trovato, nelle regole della recitazione - dizione - le regole per non balbettare.
Tutte le scuole di pensiero riconosciute, che si occupano della cura della balbuzie,
cercano di eliminarla facendo parlare in modo artificiale, non naturale - ritmi lentissimi,
u..a..ii ridicoli, e altre artificialità.
Il percorso al quale ti invito, non è basato su ritmi particolari, cantilene o respirazioni
artificiali, ma può assimilarsi ad un vero e proprio corso di corretta dizione. Concentrandosi
sui movimenti delle labbra non si ha il tempo di aver paura di bloccarsi.
Oggi il corso dura due settimane. I primi giorni esercizi sulle aperture di bocca.
Poi esercizi per esprimere i suoni e dire gli accenti nel modo in cui fanno le persone che non balbettano.
Io insegno il contrario di quello che insegnano nei corsi riconosciuti.
I medici dicono: "mangia la consonante del blocco". Io insegno a pronunciarla più aspra.
Loro dicono: "sii melodico"(!?). Io dico: "pronuncia più forte".
Tutti quanti scrivono o parlano di balbuzie, in realtà non sanno bene cosa sia.
Io so cosa è la balbuzie, perché ho vissuto e pensato da balbuziente, per questo ho capito come guarirne.
Io ti dico che se segui i miei consigli non balbetti, e più non balbetti, più parlerai
in modo naturale, e più non balbetterai.
Il cervello si abituerà a questa nuova condizione: parlare come chi non balbetta.
Coloro i quali promettono sicure guarigioni dalla balbuzie, pretendono di essere pagati in anticipo.
Teminato il corso, l’insuccesso è assolutamente imputato alla cattiva condotta del paziente.
Io ti dico, invece, che se seguendo i miei consigli riesci a non balbettare, bene.
Sennò, non paghi. Decidi tu, l'ultimo giorno del corso.
Questi sono i due principi del mio modo di operare.
Il paziente paga solo se è guarito. Il paziente guarisce, sempre, perché impara a pensare
come le persone che non balbettano. Nel momento in cui parlerai correttamente,
in tutte le situazioni quotidiane (semplici colloqui, interrogazioni,
conversazioni telefoniche, ...) deciderai se ho mantenuto l'impegno.
Comprendo lo scetticismo che ti accompagna - anche io l'ho provato -, per aver riposto
la tua fiducia in quanti non si sono rivelati all'altezza delle tue giuste aspettative.
Ciò che ti propongo non comporta alcun tipo di rischio economico, nè morale.
Sono io a scommettere sulla mia possibilità di successo, grazie a un minimo della tua collaborazione.
Ti chiedo solo di poterti incontrare.
A presto.
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