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Balbettare

A parlare è Giuseppe Coppola, secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità la balbuzie è “Un disordine nel quale il paziente sa con precisione ciò che vuole dire, ma nello stesso tempo non è in grado di dirlo a causa di involontari arresti, ripetizione e/o prolungamenti di suono”.Sono anni che sento questa definizione, probabilmente è la più completa, però… secondo me manca qualcosa. Quello che non è mai stato preso in considerazione è l'aspetto più intimo, le sensazioni di un balbuziente nel momento in cui sente che quelle P, C, D, M (e chi più ne ha più ne metta) non vogliono proprio uscire. È stato proprio analizzare quel momento nel quale si prova a cambiare parola o ad inserire un intercalare per poter superare il blocco, che mi ha fatto capire perchè tutti coloro che avevano provato a curarmi non erano riusciti nel loro intento.

Eugenio

Città: Pisa – Età: 13
Ciao ragazzi mi chiamo Eugenio,ho tredici anni e anch’io come voi avevo il problema della balbuzie, nessuno mi capiva quando parlavo, ogni tanto mi bloccavo e non riuscivo ad andare più avanti. In quei momenti ero disperato, quell’handicap mi impediva di partecipare alla vita di classe, nelle discussioni con i miei amici, e quando dovevo difendermi perché venivo accusato ingiustamente, per me era più facile prendere la colpa che far valere la giustizia. Quante volte avrei voluto gridare in faccia ai miei professori, quando mi interrogavano e io stavo zitto, che non era vero quello che loro mi dicevano, io non ero impreparato e non ero neppure un fannullone, era semplicemente questo: le mie parole non uscivano perché rimanevano come incatenate dentro di me. Quanto mi faceva soffrire questa cosa! Ma che cosa sapevano loro di quello che provavo io in quel momento! Alcuni compagni mi prendevano in giro ed io soffrivo moltissimo, ma cercavo sempre di non farglielo capire. Che fatica! Insomma avete capito che erano continue umiliazioni, io mi sentivo veramente soffocato da questo problema, mi sembrava di non respirare più, era come se un macigno appoggiato sul petto impedisse alla mia voce di uscire. Ero proprio nei pasticci. Un bel giorno sono venuto a conoscenza del corso (per parlare bene, come oggi lo chiamo io) tenuto dal signor Giuseppe Coppola con il quale lui garantiva la soluzione di questo fastidioso problema. Io ho accettato il suo corso e mi sono incontrato con lui quotidianamente per circa quindici giorni.

Le prime lezioni sono state un vero disastro, non riuscivo a credere a ciò che lui mi diceva, ero diffidente e quindi non partecipavo. Lui era disperato, molto dispiaciuto, deluso, ma munito di una grande pazienza ed è stato proprio grazie a questa che abbiamo conquistato la vittoria. Dopo questo inizio poco felice ho cominciato a dargli a poco a poco la mia fiducia, finalmente avevo capito che se desideravo risolvere i miei problemi dovevo ascoltare i suoi consigli e quindi credere in lui. Da quel momento ho partecipato attivamente. Per prima cosa mi ha insegnato che per cominciare a parlare dovevo fare un piccolo soffio, allungare la prima vocale della parola iniziale e tenere sempre la bocca ben aperta quando parlavo.

Poi siamo passati all’esercizio della R situata tra consonante e vocale di una parola. Quella R doveva essere roteata molto bene e così. …. altre regole ancora. Infine mi ha fornito di un piccolo e simpatico strumento chiamato metronomo che mi è stato di grande aiuto soprattutto nella lettura. Seguendo le sue regole e i suoi preziosi consigli sono riuscito in poco tempo , a parlare senza più bloccarmi e se mi succedeva sapevo cosa dovevo fare per uscire da quella situazione. Il giorno per me molto importante è stato quando in classe ho preso coraggio e mi sono fatto interrogare riuscendo ad ottenere buoni risultati. Solo in quel momento ho capito che ce l’avevo fatta, avevo vinto. Ora ogni volta che l’insegnante rivolge una domanda alla classe posso finalmente alzare la mano anch’io.

Per me il corso è stato molto importante non solo perché mi ha dato l’opportunità di parlare ma anche perché mi ha fatto conoscere una persona speciale che oggi considero come il mio più vero, caro e grande amico. Grazie Beppe!!

Ciao Eugenio

A tutti quelli che soffrono di questo problema voglio dare un consiglio:

non fate come me, non perdete tempo, ne avete già perso abbastanza, abbiate subito fiducia in lui, vi sarà di grande aiuto.

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