Informazioni sul Corso
Negli ultimi quindici anni i corsi, tenuti su tutto il territorio nazionale, hanno dato la totalità dei risultati positivi e per questo riteniamo il nostro metodo assolutamente efficace ed innovativo.
Il pagamento viene effettuato solo alla fine del corso stesso ed a discrezione dell’allievo, se avrà ottenuto i risultati promessi.
Diamo inoltre la possibilità a chi partecipa ai nostri corsi di diventare a sua volta insegnante.
I concetti alla base del metodo ideato da Giuseppe Coppola, individuati confrontando la dizione dei non balbuzienti con quella di chi si inceppa parlando, sono fondamentalmente due.
Primo, i balbuzienti hanno tutti, nel parlare, accenti sbagliati all’interno della frase; secondo, hanno un rapporto completamente distorto tra stato di ansia e velocità dell’eloquio.
Nei primi 4-5 giorni di corso, tramite esercizi specifici si concentra l’attenzione sull’aspetto puramente tecnico del linguaggio, reimpostando dalla base l’accentuazione delle parole all’interno della frase.In questa prima fase risulta molto importante da parte dell’allievo concentrare la sua attenzione maggiormente sulle regole di rieducazione linguistica piuttosto che sul contenuto di ciò che deve dire, più sul “come” che sul “cosa”. Ciò ha lo scopo non solo di evitare che si pensi all’intera frase da dire (caratteristica tipica di tutti i balbuzienti) con conseguente previa individuazione dei singoli blocchi all’interno della stessa, ma anche di liberarsi gradualmente (nell’arco di tre-quattro lezioni) della sensazione di sentirsi in balìa del disturbo, di non avere il controllo completo sulle proprie parole. Infatti, spostando l’attenzione sugli esercizi da eseguire, l’allievo giunge ad eliminare i blocchi non superandoli, semplicemente questi non gli verranno neanche alla mente.
Questo aspetto risulta essere fondamentale per il successo finale: la consapevolezza di riuscire a pronunciare ogni singola parola si voglia, la sicurezza di avere il totale controllo sulle proprie parole, fanno sì che chi è abituato da tempo a doversi confrontare con la paura di incepparsi si renda conto che il metodo è valido e pienamente efficace, e, di conseguenza, porrà la massima attenzione affinché le nuove regole apprese divengano automatiche.
IMPORTANTE: Durante e dopo il corso non verrà mai utilizzato il metronomo, l'uso di un dispositivo esterno è stata in passato la chiave per capire la balbuzie e riuscire a studiarla in modo approfondito. l'evoluzione del corso ha definitamente eliminato il metronomo.
Dovendo apprendere tutta una serie di nuove regole per parlare, durante la prima settimana di corso l’eloquio degli allievi sarà piuttosto lento. Ovviamente, in questa fase “riabilitativa” non viene richiesto di utilizzare la nuova lingua all’esterno; si inizieranno a verificare i risultati in condizioni di vita vissuta soltanto nel momento in cui la velocità dell’eloquio sarà simile a quella considerata “naturale” (intorno al nono-decimo giorno di corso).
Bisogna inoltre considerare che, nel soggetto balbuziente, risulta invertito il rapporto tra velocità dell’eloquio e stato di ansia. Per chi non balbetta, il rapporto tra questi due elementi è inversamente proporzionale: più l’ansia si manifesta, maggiore sarà la necessità di concentrarsi su ciò che si deve dire, più bassa sarà la velocità di parola, fino a raggiungere un perfetto equilibrio. Nei balbuzienti avviene l’esatto contrario: in condizioni di ansia maggiore il balbuziente cerca di parlare su ritmi sempre più alti, il che rende impossibile l’allineamento tra pensiero e parola. Si crea il cosiddetto “effetto imbuto” che non permette né di procedere né di tornare indietro.
Purtroppo, però, in questi casi, il classico invito dei genitori o di coloro che vorrebbero dare una mano dicendo “stai calmo” oppure “vai piano”, non fa altro che accrescere lo stato di disagio: rallentare in modo forzato significa solamente aver maggior tempo per riconoscere i blocchi che stanno arrivando, quindi la situazione non può che peggiorare.
Nella seconda parte del corso ci si concentra, quindi, su questo aspetto. In seguito all’abilità acquisita nel riconoscere ed applicare le regole oggetto della prima parte del corso, è possibile soffermarsi sul problema della naturalità del ritmo della frase in tutti gli stati di ansia che si presentano nella vita di ognuno di noi. La velocità dell’eloquio va a crescere nel corso della seconda settimana, gradualmente, in maniera naturale e senza “strappi”. Ciò è possibile in quanto le regole apprese nei giorni di corso precedenti sono ormai acquisite, vengono applicate in maniera più naturale, senza più dovervi concentrare tutta l’attenzione.
L’allievo, a questo punto, si rende conto che la naturalità non è data dalla velocità in senso assoluto che si riesce a raggiungere parlando (convinzione presente nella stragrande maggioranza delle persone che si inceppano), ma piuttosto dalla giusta progressione e dalla differenza tra velocità di inizio e velocità di fine frase.
Esattamente la stessa ritmica di coloro che parlano senza incepparsi.
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