LA BALBUZIE
Secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità, la balbuzie e' "un disordine nel quale il paziente sa con precisione ciò che vuole dire ma nello stesso tempo non è in grado di dirlo a causa di involontari arresti, ripetizioni e/o prolungamenti di suono".
Sono anni che sento questa definizione, probabilmente e' la più completa, secondo me però manca qualcosa. Quello che non e' mai stato preso in considerazione e' l'aspetto più profondo, le sensazioni di un balbuziente nel momento in cui sente che quelle P,C,D,M.. non vogliono proprio uscire.
Analizzando il momento in cui si prova a cambiar parola o ad inserire un intercalare (cioè, appunto, insomma..) per evitare un blocco, ho capito perché tutti coloro che avevano provato a curarmi non erano riusciti nel loro intento.
Io non penso che la balbuzie sia soltanto la smorfia nel momento del blocco o il rossore e l'imbarazzo che talvolta si impadronisce del nostro volto.
La balbuzie inizia molto prima. A volte immaginando quello che dovremo dire già sappiamo che forse quella P o quella C non uscirà e allora via a cercare un sinonimo o una frase alternativa per esprimere lo stesso concetto oppure….si tace.
Anche non parlare può voler dire aver balbettato ed il fatto che gli altri non se ne siano accorti non significa che la balbuzie non si sia manifestata.
Smettere di balbettare non significa soltanto non avere più blocchi evidenti all'esterno, e' molto di più.
Smettere di balbettare significa PENSARE SENZA BLOCCHI, significa poter dire esattamente quello che abbiamo pensato, quando lo abbiamo pensato, come lo abbiamo pensato.
Peppe Coppola


