Andrea

Una conoscenza, n’amica, compagna d’avventure, un’ amante gelosa…..la Balbuzie.

Buongiorno a tutti!!!
Rispondendo alla domanda chi sono, posso innanzitutto dire di chiamarmi Andrea, Cappelletto Andrea. Son un ragazzo di 25 anni proveniente dalla Riviera del Brenta, trasferitosi da un po’ di tempo in un isola chiamata Venezia. Posso dire di ritenermi un ragazzo positivo, positivo nel senso che voglio vedere la vita come una gran bella esperienza e mi sento fortunato di poterla vivere.
Cerco inoltre di affrontare gli ostacoli della vita con la determinazione di poterli superarli e in questo modo non farmi schiacciare ma semplicemente vederli per quello che sono.
Ho detto cerco perchè non sempre è così facile come a dirlo, il bello però è che continuando con quest’ottica, ogni volta che vinci acquisti sicurezza, soddisfazioni, di conseguenza diventi fiero di te stesso e la tua autostima si alza. Fino a qua tutto bene, il difficile arriva quando non ci si riesce (al momento). E’ proprio in questi momenti che sorgono i dubbi sul tuo potenziale e quindi continuar la lotta è difficile. E’ il momento in cui si materializza un “bivio cruciale” che si divide in due strade; la prima apparentemente più semplice consiste nel nascondersi dietro l’alibi traditore dicendosi che non riesci, che non sei in grado, che non fa per te…. . La seconda via invece è quella nel nome del Coraggio, consiste cioè nel rialzarsi e proseguire a testa alta la grande battaglia fino ad ottenere la Vittoria finale. Qui mi viene in mente una frase buddista la quale afferma che l’uomo forte non è quello che non cade mai, bensì colui che cade e sà rialzarsi portando a termine a testa alta la sua battaglia. La perseveranza infatti, fa parte del coraggio perché per continuare bisogna aver Forza. Dà un po’ di tempo a questa parte provo, con difficoltà, vedere gli ostacoli come occasioni per renderci conto realmente del grande nostro potenziale interiore, di conseguenza poter realizar grandi obbiettivi e maturare la consapevolezza di chi realmente siamo. Guardandomi posso dire di esser una persona che crede in quello che fa, mi sforzo per realizzare ma devo ammettere che le seghe mentali son sempre pronte ad entrare in scena. Qui è il grande momento in cui esce Lei, la carissima 1’ donna del grande palcoscenico della nostra Vita: Signore e signori…..LA BALBUZIE. Ho convissuto con lei per ben 23 anni passando momenti pesanti, difficili. Ricordo infatti ancora la lettura in classe alle elementari, i banchi ad U ed io seduto sul lato sinistro aspettavo sempre più ansioso che il giro arrivasse a me come un condannato aspetta la marea arrivargli al naso e quando arrivava il mio turno, per orgoglio iniziavo a leggere e quelle 5 frasi si trasformavano in un poema omerico….che sudate!
Ricordo ancora un altro episodio sempre assieme alla mia simpaticona, quando alle elementari e medie arrivava il momento di esporre la poesia a memoria, alla chiamata della maestra Lei si alzava da quella sedia con me e mi dava il ritmo per tutta l’esposizione. Quanto la odiavo, quanto era pesante, ma Lei ormai si era affezionata a me e mi seguiva ovunque.
Come non poter non ricordare la mitica confessione, 10 anni, tunica bianca (ridicola) e tutta una chiesa di orecchie e occhi che, alla chiamata del parroco non aspettava altro la tua alzata in piedi seguita dal grande…..:”ECCOMI”. Anche lì ha risposto lei al posto mio, voleva esser sempre Lei la protagonista, che palle!!! Potrei continuare con 1000 altre situazioni in cui la sua presenza è stata dominante, pur essendo un ragazzo allegro e positivo fin da piccolo il peso di quella presenza mi accompagnava quotidianamente.
La Svolta……
Nel carnevale di Venezia 2005, sotto le vesti di Charlie Chaplin conobbi una splendida ragazza di nome Giulia. Conoscendoci meglio uscì che lei rea buddista e inizio a parlarmi di questa affascinante pratica spiegandomi che lo scopo di chi pratica è la propria felicità e quella degli altri . Vedendomi interessato ma incredulo mi disse di provare ponendomi un mio obbiettivo a cui tenevo tanto e di recitare il mantra buddista con la consapevolezza che io potevo realizzare, così feci.
Un lunedì pomeriggio del Dicembre 2005 nella mia cassetta della posta si materializzò una lettera nella quale c’era scritto un invito. Un certo Beppe Coppola mi scriveva dicendomi che il suo metodo dal 1992 si era evoluto e che teneva un incontro nazionale ad Orvieto con quelli che lo avevano conosciuto per vedere la situazione attuale. Al momento non ricordavo neanche che nel 1997 avevo incontrato il metodo di Beppe con il metronomo, ma che poi non avendo avuto il coraggio di utilizzarlo fuori era tutto morto lì. Incredulo di quella risposta venuta non so come, feci subito il biglietto intercity ve-orvieto e l’8 dicembre 2005 mi presentai in quella situazione tutta nuova ed elettrizzante. In quel fine settimana i ragazzi che conoscevano già il metodo me lo insegnarono. Ricordo ancora Flaviano, uno degli insegnante, che mi fece sedere faccia a faccia con un ragazzo di Napoli di nome Rosario con il quale feci le mie prime frasi a bocca spalancata ma finalmente Fluido. Quella sera fù proprio un full immersion (ricordo ancora il male alle mascelle) che si prolungo per tutto l’incontro , un full immersion che mi cambiò la Vita. Uscì da quella magica Esperienza con la convinzione che fosse proprio giunto il momento di firmare quella così tanto aspettata, definitiva separazione dalla Signora Balbuzie. Avevo infatti una grande Forza che non pensavo di avere che mi portò ad uscire parlando con tutti con la bocca spalancata, facendo sentire tutti gli esercizi durante le frase, mettendomi praticamente a “nudo”.
Avevo un solo obbiettivo: “PARLAR IN MODO FLUIDO”.
Il giudizio degli altri non mi interessava minimamente anzi, chi mi guardava con aria perplessa gli spiegavo tutta la storia, il metodo, gli esercizi e la sensazione di poter dire tutto quello che volevo senza blocchi. Il bello era notare nei loro occhi ammirazioni nei miei confronti, stima, erano affascinati perché avevano il privilegio di vedere davanti a se un Uomo che stava affrontando a testa alta e determinazione un proprio limite (una cosa che non vedi tutti i giorni).
Che meraviglia!…Non potrò mai dimenticare quelle Emozioni, se ti accetti le altre persone ti accettano.
Dopo quel periodo di circa tre settimane vedevo che tutto mi usciva tranquillamente fino a vivere i 4 mesi più fluidi della mia vita. Pensate che in quel periodo ho realizzato obbiettivi che un tempo mi sembravano impossibili, come prendere la gestione serale di un bar affacciato alla Riviera del Brenta. Si! Gestivo un bar in Riviera. Oltre che al fatto di dover parlar con i clienti in modo da intrattenerli, son riuscito a tirar su il fatturato serale del locale- praticamente….alla Grande!!!
In quei mesi al massimo, tutto mi sembrava a portata di mano, niente era impossibile. Quando una persona affronta un suo limite va contro una sua tendenza, logicamente si fa fatica ma l’ambiente esterno gli risponde con benefici che non puoi dimenticare.
Le parole mi uscivano come l’acqua sgorga libera e forte dalla sorgente di montagna, ma preso dalla euforia non stavo più dietro alle regole e questo mi costò caro.
Un martedì mattina di giugno andai a fare i miei soliti 5 euro di benzina, ma quei 5 euro non mi uscirono, risentii il blocco e invece di applicare il metodo, balbettai….,Panico!
La convinzione di aver automatizzato il metodo mi crollo addosso e quella sensazione mi spacco le gambe. Telefonai subito a Flaviano (l’insegnante) chiedendo informazioni a riguardo il tragico evento. Lui mi spiegò che non essendo più stato sopra alle regole non avevo proseguito il cammino ma che non c’era niente di grave perché conoscendo il metodo bastava che rallentassi un po’ e avrei ripreso la sicurezza momentaneamente persa, tutto sarebbe tornato tranquillo. In quella situazione ero troppo scosso e il coraggio mi mancò, quella forza che un tempo era una fiamma indomabile ora era annacquata. Non mi rialzai. Da quel giorno in poi iniziò un altalena con momenti belli ma anche momenti meno belli, ma il fatto è che non avevo più quella grinta, quella sicurezza. In alcuni momenti avevo la sensazione d’essere una foglia staccata dal suo ramo spinta su e giù da un vento che non riuscivo a domare. Quando sentivo un “compagno d’espressione” mi ricaricavo ma poi continuavo in quell’altalena.
Il fatto è che quando non applico il metodo oltre che a sentirmi uno stronzo, mi sento sporco nei confronti dell’associazione e di tutta quella gente che crede in me.
…BASTA!!!
Passato è passato. Noi abbiamo la fortuna di creare il nostro presente da questo preciso momento.
Son qui in questo incontro nazionale maggio 2008 per rilanciare. Voglio rialzarmi e portar a termine una volta per tutte questa battaglia contro una sega mentale di nome Balbuzie e contro tutte quelle paranoie come la paura del giudizio degli altri. Voglio avanzare ancora con quella Forza nell’applicare il metodo in tutte le situazioni della mia vita.
Mi rimetto in gioco perché Voglio riprovare quelle fantastiche sensazioni di libertà, serenità, per sentir ancora tutto più a portata di mano, sentire tutta la mia personalità. Lo faccio perché Non Voglio che mio figlio mi senta balbettare; lo faccio per cambiare la cultura nei confronti dei balbuzienti; lo faccio per dare ancora più valore alla mia Vita; per far vedere agli altri che con il Coraggio e Volontà si possono superare i nostri peggiori limiti. L’importante è non aver, non sentir più la paura di bloccarsi e quindi sapere che abbiamo il metodo come rete di salvataggio. Son sicuro che continuando con questa visione il metodo si ingloberà nel nostro linguaggio e automaticamente i blocchi non avranno più potere verso di noi perché non li vedremo più come tali. Quello che rimarrà saremo solo e unicamente NOI e potremmo magari vedere che tante paure che pensavamo legate a Lei in realtà son dovute ad altri aspetti della nostra persona ancora da cambiare.
Aspettando di abbracciarvi ancora tutti vi porgo i miei più sinceri auguri di…………………………..Buona Rivoluzione!…Alla Grande!!!

Con Affetto e Stima
Cappelletto Andrea.

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