|
Incontri Informativi Gratuiti
|
Roma 11.01.2009
Inizio Corso 12.01.2009
|
|
Per info e prenotazioni Numero Verde:
|

|
Ulteriori Contatti:
347.3018000
|
|
|
|
|
|
PAOLO GUADAGNI
“Non ti sei impegnato abbastanza!”
I primi vent’anni della mia vita sono stati sicuramente condizionati, suggestionati e dominati da questa frase…
Un po’ perché in molti me la ripetevano assiduamente ed un po’ perché qualcuno mi aveva convinto, con grande abilità e scaltrezza, che quella frase rappresentava realmente il mio modo di essere…
Ho passato quindici anni della mia vita frequentando psicologi, psicanalisti, logopediatri, esperti e santoni di ogni tipo che, dopo avermi studiato a fondo ed aver spillato soldi alla mia famiglia, sentenziavano che “la balbuzie era colpa mia” oppure, peggio ancora, cercavano di convincermi che in fondo era solo un “lieve difetto di pronuncia”, ma che per il resto ero un ragazzino intelligente, sveglio e che avevo buone possibilità di ottenere qualcosa dalla vita…
Balle.
Il balbuziente lo sa bene che non si tratta solo di un piccolo difetto di pronuncia, perché sa bene cosa significhi non poter intervenire nelle discussioni fra amici, sa cosa si prova durante le interrogazioni e conosce l’imbarazzo nell’avvicinare le ragazze, magari in quell’età in cui gli ormoni impazziscono…
Solo un balbuziente capisce quanto questo “piccolo difetto di pronuncia” influisce negativamente sul proprio carattere e sulla propria vita.
Poi è arrivata la svolta, i miei genitori vedono Giuseppe Coppola al Maurizio Costanzo Show, cercano informazioni e finalmente riusciamo ad incontrare Peppe, in un freddo pomeriggio nel novembre del 1992, in un freddo appartamento di Milano e con un approccio piuttosto freddo da parte mia: in fondo nella mia vita avevo già sentito tantissime promesse al riguardo, che puntualmente non sono state mantenute ed ero quindi autorizzato a dubitare delle parole che mi diceva.
Allora perché ho deciso di fare questo corso?
Anzitutto per l’insistenza dei mie genitori (grazie, grazie, grazie, penso che probabilmente mi avrebbero spinto a fare qualunque cosa, nella speranza di potermi vedere vivere una vita normale…) e poi, molto probabilmente e detto in tutta sincerità, anche il fatto che si pagasse solo a risultato ottenuto ci è sembrato molto convincente.
E così e iniziata la mia avventura con Coppola, il corso ha dato risultati strabilianti e, grazie all’utilizzo del metronomo, ho provato la sensazione di poter dire ciò che volevo.
Ed allora ho iniziato a mettermi alla prova, andando a cercare le situazioni dove era indispensabile parlare, ogni giorno chiamavo qualche numero verde per chiedere informazioni, ordinavo io quando ero al bar con amici, chiedevo informazioni ai passanti, telefonavo in diretta alla radio (dio che esperienza è stata!), ecc... ecc…
Tutti gesti che possono sembrare normali per una persona comune ma che per un balbuziente, ed io lo so bene, sono fonte di disagio e forte imbarazzo.
Da allora in poi una serie di esperienze mi hanno gradualmente convinto che il problema balbuzie era stato sconfitto e pian piano mi sono reso conto che anche il mio carattere ed il mio approccio nei confronti del mondo stavano cambiando radicalmente.
Dopo qualche anno ho iniziato a dare una mano nell’insegnamento a Peppe, quando si svolgevano i corsi a Milano, e mi piace ricordare solo l’episodio più bello, accaduto circa tre anni fa: Quel giorno c’era la presentazione del corso a Milano ed io ero andato presto nello studio in via Panzini per aprire ed iniziare a far accomodare i partecipanti. Si avvicinava l’ora prevista per l’inizio dell’incontro, la sala si stava riempiendo e la telefonata di Peppe, bloccato dal traffico ed ancora distante almeno mezz’ora di strada.
“Intrattienili tu!”, mi disse… e ci fu un attimo di panico…
Si, d’accordo, avevo già superato i blocchi con gli amici, al lavoro, nelle telefonate, numeri verdi eccetera, ma questa era tutta un’altra storia! Dovevo parlare davanti ad un pubblico e, se mi soffermo a rifletterci, conosco molte persone che, pur non essendo mai state balbuzienti, non se la sentirebbero di parlare davanti ad una platea.
E questa per me era la situazione più difficile che potesse capitare: se avessi fatto fiasco avrei rovinato un corso, avrei disilluso i ragazzi che erano venuti per iscriversi e, sicuramente, sarebbe stata una tremenda delusione.
Allora ho fatto un sospiro e mi sono messo di fronte alla sala, ho iniziato a raccontare la storia della mia vita, un po’ quello che sto facendo ora per iscritto, e tutto è andato bene, ho parlato perfettamente con le parole che fluivano una dietro l’altra, e con queste persone di tutte le età che mi guardavano e mi ascoltavano.
E’ stata un’emozione fortissima e, prima che arrivasse Peppe e che potesse iniziare ufficialmente l’incontro, io ci avevo preso gusto… Sono sicuro che non dimenticherò mai quel giorno.
E poi è stata una grande soddisfazione, per me, quando alla fine del corso due settimane dopo, alcuni ragazzi (e genitori) mi hanno ringraziato dicendomi che il convincimento a fare questo corso, era maturato grazie a quello che avevo detto ed a come l’avevo detto, nel giorno dell’incontro inziale.
Concludo solamente con la speranza che altri ragazzi che si trovano nella mia situazione di allora abbiano la mia stessa fortuna: incontrare Peppe ed avere la possibilità di farsi aiutare a superare questo stramaledetto problema e che possano tornare da tutte le persone che li hanno illusi dicendogli:
invece si può!
|
|
|
|