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Valerio Calabria

SIAMO TUTTI DORIAN GRAY
Cos’è la balbuzie ?

Una risposta chiara e concisa credo possa collocarsi tra le affermazioni sulle questioni esistenziali che fin dalla notte dei tempi assillano l’uomo. Chi siamo ? Da dove veniamo ?

Dico questo perché credo non ci sia una risposta universale, ma direi solo soggettiva. Con il passare degli anni, ogni singola persona si crea una visione propria di questo problema, quasi dovesse custodirla gelosamente, tenerla all’oscuro dalla “gente comune”, con il solo scopo di mostrarla nei momenti di difficoltà, nelle situazioni in cui è più facile dare la colpa a questo alter ego rarefatto piuttosto che a se stessi. E’ un modo di essere e di vivere.

E’ una via di fuga all’ammissione di una realtà che non ci piace.

Dopo tantissimi anni trascorsi al suo fianco, la balbuzie ci ha insegnato molto.

Almeno questo glielo dobbiamo.

Abbiamo capito cosa vuol dire vivere all’interno di una gabbia d’oro, dove tutte le persone care che ci circondano, osservano i nostri occhi impauriti, giorno dopo giorno, minuto per minuto…. E per questo si sentono in dovere di proteggerci, di parlare per noi, di spianarci la strada il più possibile… di lucidare sempre più quelle sbarre, per renderle più lucenti, per far vedere “agli altri” che siamo ben protetti.

Ma come ogni problema che si rispetti, anche questo ha una soluzione, altrimenti non gli sarebbe stato attribuito questo termine.

Il balbuziente tende a comandare la sua parte di carattere più debole (quale sia non ha importanza), analizzando se stesso in modo errato per pretendere un riscatto dalla balbuzie che ha sempre avuto la meglio sul resto della sua vita, dalle scelte più futili ai progetti di vita.

Comandare per comandare.

La fregatura però c’è sempre, in quanto, non bisogna “illudersi” che la balbuzie sia eterna, no… ci terrà stretta la mano fin quando capiremo che non è lei a farlo, ma siamo noi che forziamo la sua. Ogni qualvolta la vita ci offrirà un’opportunità, un lavoro diverso, un amico con cui discutere, una ragazza/o nuovo, un’interrogazione, una tesi, un salto nel buio… è lì che serviranno tutte e due le mani per afferrare il famoso “gancio in mezzo al cielo”, per capire che finalmente abbiamo preso una posizione, abbiamo deciso e scelto per noi stessi. Solo per noi stessi.

E quando atterreremo, così, di colpo, in piedi, ci accorgeremo che la gabbia d’oro dietro di noi è stata aperta… e nel palmo delle nostre mani, con stupore, guarderemo la chiave.

Per certi versi, siamo tutti Dorian Gray,

perché la balbuzie, in fondo, non è altro che la paura di guardarci allo specchio.

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