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Andrea M.

Ciao a tutti,

sono Andrea ho 22 anni e sono di Milano.
 Ho frequentato il corso nel Giugno 2012. A bada i convenevoli,
 andiamo subito al sodo: ” sappiamo” tutti come ci si sente e come ci
 comportiamo quando siamo balbuzienti. Ho messo sappiamo tra virgolette perché 
in realtà non sappiamo proprio nulla, si, ci sentiamo uno straccio dopo una
 figuraccia epica, sensazione che si affievolisce col tempo, siamo 
abituati a “incassare” il colpo e di conseguenza a riequilibrare il 
nostro vivere quotidiano. Ma io vi chiedo, non vi siete stancati di dover
 sempre “incassare”, di dover vivere a metà, di dover dare sempre la colpa alla 
balbuzie, trovando per forza una scusa, invece di vedere quanto valete??

Bene, 
questo è ciò che mi ha portato a frequentare il corso di Peppe, ora vi dico 
invece il dopo-corso attraverso una della diverse situazioni che mi sono
 capitate. 
Partita di calcetto, invece di colpire di testa il pallone ho preso un
 avversario. Mi si “apre” il sopracciglio e grondando di sangue vado in 
ospedale. Il chirurgo, dopo avermi applicato i punti, si voleva sincerare che 
io non avessi avuto un trauma cranico ed io gli avevo risposto che stavo bene
 perché per parlare fluentemente dovevo ricorrere all’uso di esercizi mentali in
quanto balbuziente.

Quello che voglio dirvi è questo:

1) Anche in quella situazione sono riuscito ad esprimermi come volevo dicendo
 ciò che volevo

2) Ho detto che ero balbuziente come se la balbuzie fosse solo una “semplice”
 problematica da affrontare senza nasconderla a nessuno, come se non fosse un 
tabù, perché è proprio la soppressione della parola stessa a renderla più forte.

3) Il chirurgo è rimasto di stucco da chiedermi addirittura il numero dell’associazione per un amico balbuziente.

Ricordatevi che in questo modo aiutate le anche altre persone oltre a voi stessi.