Come affrontare la balbuzie nei bambini
- Balbuzie.com
- 14 ott 2024
- Tempo di lettura: 3 min
Aggiornamento: 27 nov 2025

Lo so. Posso immaginare quel nodo allo stomaco che ti viene ogni volta che tuo figlio apre bocca e si blocca.
Probabilmente hai già passato notti intere su Google a cercare: "cause balbuzie bambini", "passerà da sola?", "esercizi logopedia fai da te".
Ascoltami bene: chiudi quelle schede.
Se sei qui, è perché vuoi una soluzione, non una lezione di anatomia. Vuoi vedere tuo figlio alzare la mano in classe senza terrore. Vuoi che ordini il gelato senza guardarti in cerca di aiuto.
Oggi ti spiego come affrontare la balbuzie infantile togliendo di mezzo il rumore di fondo e concentrandoci sull'unica cosa che conta: il risultato.
Il primo errore che stai commettendo (senza volerlo)
La maggior parte dei genitori pensa che la balbuzie sia un problema di "lingua che si inceppa". Sbagliato.
La balbuzie, specialmente nei bambini, è un meccanismo di difesa. È un loop mentale. Tuo figlio non ha "rotto" nulla. Semplicemente, ha imparato un automatismo sbagliato: percepisce il blocco in anticipo e si irrigidisce per combatterlo.
E tu? Probabilmente, in buona fede, stai peggiorando le cose. Se gli dici "respira", "calmati", o peggio ancora, finisci le frasi al posto suo, gli stai inviando un messaggio devastante: "Non sei capace di farlo da solo. C'è qualcosa che non va in te."
Dobbiamo invertire questa rotta. Adesso.
3 "Hack" comportamentali da applicare stasera a cena
Prima di parlare di corsi o terapie, devi bonificare l'ambiente in cui vive tuo figlio. Ecco tre regole sacre:
1. Il contatto visivo è fondamentale.
Quando si blocca, il tuo istinto è guardare altrove per non imbarazzarlo. Errore. Guardalo negli occhi. Sorridi. Fagli capire che hai tutto il tempo del mondo. Se tu non hai fretta, la sua ansia da prestazione crolla. Dimostragli che ti interessa cosa dice, non come lo dice.
2. Bandisci i consigli tecnici.
Niente "fai un bel respiro" o "parla piano". Lui sa già che deve parlare. Dargli istruzioni tecniche mentre è in difficoltà aumenta solo la pressione cognitiva. Invece, rallenta TU il tuo modo di parlare. Crea un ambiente "slow". Se tu corri, lui inciampa.
3. Premia il contenuto, ignora la forma.
Se ti racconta una storia e balbetta per 10 minuti, alla fine rispondi con entusiasmo al contenuto della storia. "Wow, non sapevo che Marco avesse fatto questo a scuola!" Non dirgli "Bravo che l'hai detto tutto". Normalizza la comunicazione.
La verità
Quelli che ti ho appena dato sono "cerotti". Servono a non far peggiorare la ferita, a ridurre l'ansia in casa. E sono fondamentali.
Ma se vuoi che tuo figlio sviluppi una sicurezza incrollabile che gli servirà per tutta la vita (dalle interrogazioni alle presentazioni di lavoro tra 20 anni), non puoi sperare che "passi con l'età".
La balbuzie è un'abitudine comportamentale radicata. E come tutte le abitudini, va sovrascritta con un metodo preciso.
Non serve "curarlo" (non è malato). Serve allenarlo.
Dal 1992, ho visto più di 3.000 persone trasformarsi. Ho visto bambini timidi diventare leader della classe. Non perché siamo maghi, ma perché abbiamo smesso di trattare la balbuzie come un difetto e abbiamo iniziato a trattarla come una skill da padroneggiare.
Adesso hai due strade:
La strada della speranza: Continui ad applicare qualche consiglio trovato online, speri che sia solo una fase e incroci le dita, mentre vedi che lui inizia a evitare di parlare con gli estranei.
La strada della strategia: Prendi in mano la situazione. Decidi di dargli gli strumenti per gestire la sua comunicazione adesso, prima che la paura diventi parte della sua identità.
Se sei un genitore che sceglie la strategia, ho qualcosa per te.
Non ti chiedo di comprare nulla a scatola chiusa. La posta in gioco è troppo alta. Voglio solo che tu capisca se il nostro metodo è adatto a tuo figlio.
Ho aperto alcune slot per una Consulenza Gratuita. Niente impegno, niente carte di credito. Solo una chiacchierata tra me e te per analizzare la situazione specifica di tuo figlio e dirti, onestamente, qual è il percorso migliore per lui.
Non lasciare che la balbuzie decida il futuro di tuo figlio. Decidilo tu.